LE SIGNORIE D'ITALIA: Principi, Spade e Palazzi del Rinascimento - Vol.15: I Gonzaga di Mantova: Ludovico Secondo e la Camera degli Sposi (1444–1478)

LE SIGNORIE D'ITALIA: Principi, Spade e Palazzi del Rinascimento Book 15 · Paolo Guercini · AI-narrated by Ivan (from Google)
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Tra i canneti e le acque immobili dei tre laghi formati dal fiume Mincio, la dinastia dei Gonzaga seppe compiere nel corso del quindicesimo secolo un'impresa politica ed estetica straordinaria: trasformare un'austera e insalubre fortezza feudale esposta alle brame delle vicine potenze di Milano e Venezia in una delle più ammirate, sicure e splendide capitali dell'Umanesimo europeo. Sotto il lungo e saggio governo del marchese Ludovico secondo, educato ai severi ideali classici nella celeberrima scuola della Ca' Zoiosa di Vittorino da Feltre, la piccola signoria mantovana divenne un crocevia universale dove la saggezza diplomatica si saldò per sempre con il genio rivoluzionario di Leon Battista Alberti e la pittura prospettica di Andrea Mantegna.

Questo quindicesimo volume della collana guida il lettore attraverso oltre trent'anni di guerre di condotta, congressi internazionali, cantieri titanici e meraviglie visive in una narrazione storiografica continua, priva di elenchi o note a piè di pagina, perfettamente calibrata per la lettura fluida e la sintesi vocale.

Il racconto prende le mosse dalla giovinezza fiera e tormentata di Ludovico: la rottura con il padre Gianfrancesco per mettersi al soldo dei Visconti a Milano, la difficile spartizione testamentaria del millequattrocentoquarantaquattro e la guerra fratricida contro il fratello ribelle Carlo Gonzaga, vinta con una condotta militare prudente e priva di inutili massacri. Si giunge quindi al prestigioso matrimonio nuziale celebrato con Barbara di Brandeburgo, principessa della casata imperiale degli Hohenzollern: una donna di altissima statura politica che seppe guidare la cancelleria e la tesoreria dello Stato garantendo a Mantova un legame privilegiato e permanente con la corte di Germania.

Pagine di straordinaria densità diplomatica ricostruiscono la storica Dieta di Mantova del millequattrocentocinquantanove: il grande congresso convocato da papa Pio Secondo Piccolomini per bandire la crociata contro l'avanzata ottomana dopo la caduta di Costantinopoli; otto mesi di serrati colloqui tra i legati di tutte le corone cristiane che, pur non approdando alla guerra santa, consacrarono Mantova al centro dell'attenzione europea e valsero alla casata l'ambitissima porpora cardinalizia per il giovane figlio Francesco Gonzaga.

Il volume svela quindi l'epopea dei due massimi cantieri sacri progettati da Leon Battista Alberti: l'audace croce greca di San Sebastiano e la monumentale basilica concattedrale di Sant'Andrea, eretta per custodire la preziosissima reliquia evangelica del Sangue di Cristo portata dal centurione Longino, dove la grandiosa navata unica coperta da una colossale volta a botte a cassettoni ruppe definitivamente con il gotico lombardo aprendo la via al classicismo cinquecentesco.

Il fulcro culminante dell'opera è la vivisezione ecfrastica della Camera degli Sposi nel Castello di San Giorgio, dipinta da Andrea Mantegna tra il millequattrocentosessantacinque e il millequattrocentosettantaquattro: l'invenzione dell'oculo prospettico circolare aperto verso il cielo con i putti scorciati dal basso verso l'alto, la solenne scena della corte di Ludovico con la marchesa Barbara, i figli e il fido cane Rubino, e l'incontro diplomatico con il figlio cardinale sullo sfondo di una Roma ideale fantastica. Dalle monete d'argento battute nella zecca cittadina fino alla morte solitaria del marchese durante la pestilenza del millequattrocentosettantotto nella rocca di Goito, questo saggio monumentale restituisce l'autentica voce del sovrano che dimostrò come la misura morale, l'equilibrio delle armi e la sublime illusione della prospettiva potessero donare l'immortalità a un piccolo feudo d'Appennino e di pianura.

Tra i canneti e le acque immobili dei tre laghi formati dal fiume Mincio, la dinastia dei Gonzaga seppe compiere nel corso del quindicesimo secolo un'impresa politica ed estetica straordinaria: trasformare un'austera e insalubre fortezza feudale esposta alle brame delle vicine potenze di Milano e...

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