Nel panorama delle grandi dinastie dell'Italia rinascimentale nessuna casata seppe compiere un'ascesa altrettanto fulminea, sfrontata e coronata da un duraturo successo sovrano quanto la famiglia Farnese. Nata dai modesti castelli feudali della Tuscia e portata alla ribalta della cristianità dalla porpora cardinalizia ottenuta dal giovane Alessandro grazie alla bellezza della sorella Giulia, la stirpe raggiunse il culmine supremo con la sua elezione a papa con il nome di Paolo Terzo nel millecinquecentotrentaquattro. Con un atto d'audacia politica senza precedenti, il pontefice smembrò i territori della Chiesa per creare dal nulla, nell'agosto del millecinquecentoquarantacinque, il Ducato di Parma e Piacenza per il proprio figlio primogenito Pier Luigi, trasformando una terra storicamente divisa in uno dei più potenti, contesi e temuti principati d'Europa.
Questo ventiquattresimo volume della collana guida l'ascoltatore attraverso oltre quattro decenni di guerre per la sopravvivenza, congiure nobiliari di palazzo, alleanze imperiali e capolavori dell'architettura e delle armi, in una narrazione storiografica continua, priva di elenchi o note a piè di pagina, perfettamente calibrata per la lettura fluida e la sintesi vocale.
Il racconto viviseziona anzitutto il drammatico governo di Pier Luigi Farnese: l'imposizione di uno Stato centralizzato, la privazione dei privilegi feudali del baronaggio locale e la costruzione della grandiosa cittadella bastionata di Piacenza, che scatenò la sanguinosa congiura del dieci settembre millecinquecentoquarantasette. In una notte di sangue ordita dai magnati Anguissola e Landi con la complicità del governatore spagnolo Ferrante Gonzaga, il duca venne trucidato a colpi di pugnale all'interno del proprio palazzo e il suo cadavere gettato dalla finestra nel fossato dinanzi alla folla, spalancando le porte all'occupazione imperiale della città.
Pagine di straordinaria tensione bellica raccontano l'epica riscossa del figlio Ottavio Farnese: la fulminea cavalcata da Roma per impadronirsi di Parma sfidando la volontà del nonno papa, la drammatica Guerra di Parma del millecinquecentocinquantuno in cui il giovane duca resistette eroicamente all'assedio congiunto delle truppe pontificie e spagnole alleandosi con la Francia, e la successiva, magistrale riconciliazione con re Filippo Secondo di Spagna suggellata dal trattato di Gand del millecinquecentocinquantasei, grazie alla mediazione della consorte Margherita d'Austria, figlia naturale dell'imperatore Carlo Quinto e futura governatrice dei Paesi Bassi.
Il volume svela quindi la magnificenza monumentale della corte farnesiana orchestrata dal genio di Jacopo Barozzi da Vignola: l'erezione della grandiosa reggia pentagonale di Caprarola con la sua celebre Scala Regia elicoidale e il Palazzo Farnese di Piacenza, specchio della nuova dignità dinastica. Al contempo, il testo consacra la figura del terzo duca Alessandro Farnese, primogenito di Ottavio cresciuto all'Escorial: il giovane principe che si distinse nell'arrembaggio navale di Lepanto nel millecinquecentosettantuno accanto a don Giovanni d'Austria, prima di assumere il comando supremo dell'Armata delle Fiandre e stupire il continente con il titanico assedio d'Anversa, venendo celebrato come il più grande comandante militare del suo secolo.
Dall'accumulo della leggendaria Collezione Farnese con i capolavori di Tiziano e le colossali statue classiche delle Terme di Caracalla fino alla morte serena di Ottavio nel millecinquecentoottantasei, questo saggio monumentale restituisce l'autentica voce della dinastia che dimostrò all'Europa come il favore dei pontefici potesse essere riscattato dal valore dei condottieri e dalla fermezza della legge, forgiando nel cuore dell'Emilia un principato moderno destinato a sfidare i secoli.