Morì in un porto chiedendo che la sua opera più grande venisse bruciata. Non lo fu. Publius Vergilius Maro — nato nel 70 a.C. in una piccola fattoria vicino a Mantova, morto a cinquant'anni a Brindisi prima di finire l'epopea su cui aveva lavorato per un decennio — lasciò tre opere che costituiscono insieme uno degli accomplimenti letterari più straordinari della storia della civiltà occidentale: le Bucoliche, dieci poemi pastorali di malinconica bellezza; le Georgiche, quattro libri di poesia agricola che sono simultaneamente un manuale pratico e una meditazione filosofica sul lavoro e sulla perdita; e l'Eneide, dodici libri di esametri che narrano la fondazione leggendaria di Roma da parte dell'eroe troiano Enea — un poema che sarebbe diventato la pietra angolare della tradizione epica occidentale, il modello del Paradiso Perduto di Milton e la guida scelta da Dante per il suo viaggio attraverso l'Inferno. Questa biografia segue Virgilio dalle aule di Cremona ai giardini filosofici di Napoli, dal circolo letterario di Mecenate alle complessità del patronato di Augusto. Analizza il dolore politico delle Bucoliche, la straordinaria profondità delle Georgiche e l'Eneide in tutta la sua complessità: la tragedia di Didone, la visione del futuro di Roma negli Inferi, il finale ambivalente in cui Enea uccide Turno. Pone la domanda centrale che l'Eneide formula e si rifiuta di rispondere: qual è il prezzo della grandezza, e chi lo paga?
Morì in un porto chiedendo che la sua opera più grande venisse bruciata. Non lo fu. Publius Vergilius Maro — nato nel 70 a.C. in una piccola fattoria vicino a Mantova, morto a cinquant'anni a Brindisi prima di finire l'epopea su cui aveva lavorato per un decennio — lasciò tre opere che costituisc...